venerdì 17 ottobre 2008

societing

Gianpaolo Fabris_Affari & Finanza_luglio '08

“Societing non è una nuova etichetta per dire marketing. Sarebbe davvero ingenuo pensare che questo possa ritrovare il ruolo davvero cruciale che ha svolto in passato limitandosi ad un cambiamento lessicale.

Societing intende esprimere la nuova identità di cui il marketing deve appropriarsi per riacquisire competitività e funzione strategica che risultano in progressivo declino. Non è soltanto il ricorso alla vasta strumentazione che va sotto il nome di marketing non convenzionale o il saper cogliere le nuove straordinarie opportunità del web 2.0 che restituirà incisività ed efficacia al marketing.

Se contemporaneamente, come sembra, non si afferra il senso e la portata delle profonde trasformazioni che sono intervenute nel sociale, nel consumatore, nei mercati, nello scenario distributivo, nelle tecnologie.

Se non si comprende - non è enfasi retorica - che stiamo entrando in un’epoca nuova dove non si registra soltanto un’improvvisa accelerazione di tanti trend e l’emergere di nuovi protagonismi, ma in cui sovente fenomeni di discontinuità tendono a prevalere."

...

"Lo shift del marketing dalla sua funzione (nobile) di raccordare la produzione alla domanda espressa dai consumatori a quella, invece, di trovare consumatori in grado di assorbire una produzione crescente è il surrettizio ideologico che mina tutto il sistema. Rivedere lo statuto e le prassi del marketing in un’ottica di Societing è una scadenza che non può essere ignorata per poterlo rifondare su basi nuove, coerenti ai nuovi scenari. Per restituirgli efficacia e dignità sociale.

Il marketing è, e resterà, una disciplina aziendalistica e non c’è nessuna ingenua convinzione che l’impresa possa trasformarsi in una Fatina dai Capelli Turchini tutta amore ed oblatività. Soltanto per poter conseguire i suoi obiettivi, almeno sui mercati, deve prendere atto che le regole del gioco sono profondamente mutate.

Non è solo la congiuntura economica che stiamo attraversando, un impoverimento, questo sì di massa, a frenare i consumi. Contribuisce anche la perdita di incisività di una funzione dell’impresa che sarebbe deputata a promuoverli.”

sabato 11 ottobre 2008

ri-pensiamo


Cambiamenti climatici, emergenza ambientale, protocollo di Kyoto e risorse in esaurimento impongono nuovi paradigmi per il mondo degli affari.

Non è più un trend. Nel food è IL trend.

Prodotti, servizi, retail, packaging, marketing. Tutto sembra che stia per diventare green, ma non è così automatico per le aziende cogliere la filosofia verde e c’è il rischio di nausea e possibile rigetto da parte dei consumatori se non si saprà evitare l’effetto
greenwashing (dare una mano di verde in superficie).

Nei paesi anglosassoni per memorizzare gli attributi dell’eco-nomia si usa l’acronimo SEGOR: sostenibile, etica, green (verde), organica, responsabile.

Altra strada per non perdere la bussola è di ripensare il marketing e la comunicazione operando e declinando ogni azione con il prefisso ri: riciclare, riusare, ridurre, rinnovare, risparmiare, rispettare, eccetera.


Esempi virtuosi: Autogrill lancia il suo primo Ecogrill con sistema geotermico; Sant’Anna la prima acqua minerale in bottiglia di plastica vegetale biodegradabile al 100%; Tesco, oltre i supermercati a basso impatto, i prodotti con carbon label e la divisione Greener Living; Migros i prodotti “campioni CO2” con Climatop; Apple per iPhone il packaging biodegradabile a base di amido di patate; Visa e Mastercard le carte di credito che compensano la CO2 (Greencard e Earth Reward); Solar Roast Coffe i coffee shop con caffè tostato con energia solare; Wal-Mart l’eco packaging scorecard per i fornitori; Coop Svizzera l’etichetta By Air per i prodotti importati via aerea (obiettivo: privilegiare il trasporto su rotaia e via mare); P&G e Coca-Cola progetti per la misurazione e riduzione delle emissioni di gas serra; l’ECR all’ultimo forum di Berlino il sustainable shopping come nuovo paradigma vincolante; TerraCycle i prodotti fatti con scarti e spazzatura (fra i partner Coca-Cola e Kraft); Tchibo (colosso del caffé) la logistica eco-sostenibile; StoneGate le uova da aziende a energia eolica; Bio On il packaging biodegradabile in acqua; East Green la prima birra “carbon neutral” e DasEis il gelato.
(fonte http://www.nemolab.it/)

lunedì 6 ottobre 2008

riservato

Very Eco-Iconic

domenica 5 ottobre 2008

il fine giustifica i mezzi?


Clamorosa protesta di Greenpeace: nella notte alcuni funamboli-attivisti sono riusciti ad oscurare il gigantesco cartellone all'ingresso del salone dell'auto di Parigi. Sul logo della manifestazione è stato infatti calato un manifesto con un mondo schiacciato dal passaggio di un'auto. Il riferimento, fin troppo chiaro, è alla poca attenzione che il mondo dell'auto dedicherebbe ai temi ambientali. (www.repubblica.it)

sabato 4 ottobre 2008

buoni prodotti per brave persone


Scandali alimentari, provenienze incerte, ingredienti occultati, etichette criptate, certificazioni non certificate, qualità squalificate, promesse dimenticate e, più di ogni altra cosa, troppa avidità.

E' tempo di tornare all’età dell’innocenza e comunicarla. Come fa Innocent Drinks.

Perché torna inarrestabile, nel food più che altrove, la nostalgia per i valori di una volta: il cibo come verità, il cibo come fonte di bene-essere, il cibo come un amico da frequentare.


Cosa chiede il mercato? Moltissima trasparenza, verificabile possibilmente in rete.

C’è domanda di tracciabilità vera. C’è voglia di trasparenza estrema. In Germania già l’85% dei consumatori “pretende” la formula porte aperte per le aziende del food. Sapere da dove vengono effettivamente gli alimenti diventerà sempre più importante. Intanto è boom dei documentari e libri denuncia che smascherano le malefatte dei big player.

L’equazione è banale e per questo difficile: fai bene e dimostrerai di saper fare bene.

Il business del futuro, iniziato ieri, è la capacità di generare profitto economico, sociale e ambientale: chi riesce a garantire tutte e tre le cose (ri)conquisterà il consumatore scettico.


Esempi virtuosi: Migros punta sul vasto programma Engagement per ispirare fiducia e credibilità; Dole Organic sulla trasparenza e tracciabilità online tramite codici su ogni singolo prodotto (sul sito dedicato il consumatore può scoprire il dietro le quinte compreso il trattamento riservato ai lavoratori), lo stesso servizio viene offerto dalla giapponese Ishii Food (fin dal 2001) e dalla tedesca Iglo per gli spinaci surgelati (verifica esatta della provenienza); Ritter Sport e Bahlsen su opere di misericordia e beneficenza caritatevole (charity label: we care); Bionade (claim: bevanda uffi ciale per un mondo migliore) su fairness e sostenibilità (anche locale) a 360°; Katjies (dolciumi) e Wiltmann (salumi) sulla formula open factory che consente ai consumatori di seguire in ogni momento tutte le fasi di produzione (la stessa McDonald’s propone ora in molti paesi la formula porte aperte con visite tutto l’anno dietro prenotazione online); Heritage Foods su autenticità (i cosiddetti True Heritage Turkeys) tracciabilità (certificazione numerata) e trasparenza online (allevamento con web cam 24 ore su 24); Innocent Drinks (io li adoro) su un buonismo sincero ed etico.
(fonte http://www.nemolab.it/)

venerdì 3 ottobre 2008

green economy

Dopo oltre 14 anni di attività come consulente aziendale, Joel Makower, uno principali esperti americani di green marketing, ha pubblicato il suo primo libro.

Suddiviso in 40 brevi capitoli, il libro racconta semplici aneddoti e complete case history per comprendere le ragioni del successo, del fallimento, dei trend e delle assurdità di aziende poco note e brand internazionali.

Una lettura importante per comprendere meglio, se fosse necessario, quanta distanza ci separa dalle economie più vanzate.

giovedì 2 ottobre 2008

to relearn to walk to learn

Da bambini si impara a camminare, da adulti si dovrebbe camminare di più per non smettere di imparare.

martedì 30 settembre 2008

total warming

Qualcosa da aggiungere?

lunedì 29 settembre 2008

2050 è troppo tardi

Gli ecosistemi naturali si degradano esponenzialmente.

Consumiamo risorse più di quanto la Terra sia capace di rigenerare.

Se non verranno prese contromisure efficaci, il cambiamento climatico creerà effetti imprevedibili.

La IED Brigade lancia una sfida creativa: Personalizzate la lattina della IED Brigade.

Unite il vostro pensiero alla vostra creatività per esaltare la tematica ambientale 2050 È TROPPO TARDI.

sabato 27 settembre 2008

passaporto, prego

Con una campagna tutta on-line l’Unep, in collaborazione con il ministero francese dell'ecologia, sviluppo e pianificazione e il ministero dell'ambiente del Brasile, promuove il “viaggiare sostenibile. Ricco di suggerimenti per ridurre l’impatto ambientale del turismo rappresenta lo stimolo verso un passo importante nella presa di coscienza del problema da parte dei governi. (http://www.unep.fr/greenpassport/)