giovedì 28 agosto 2008
martedì 12 agosto 2008
centomila
"Questo evento - spiegano alla Toyota - testimonia il nostro impegno continuo nell'impianto di alberi all'interno e nei dintorni delle sue fabbriche come parte integrante delle sue attività globali di produzione sostenibile - è stato ideato per creare un ambiente naturale multiforme
utilizzando alberi nativi della zona dando vita ad un sito produttivo che possa servire come habitat ricco e diversificato per le varie creature che ci vivono".
Basandosi su una ricerca sulla flora locale, sono stati selezionati 34 tipi di alberi, incluse le specie yang-na e takien thong, e in totale sono stati piantati circa 100.000 fusti. Operativo dal 2007, l'impianto di Ban Pho, punta ad essere un sito innovativo nella regione dell'Asia-Pacifico per lesue tecnologie di produzione ma anche per le risposte alle varie problematiche ambientali.
Ha azzerato i rifiuti in discarica sin dall'inizio delle operazioni ed è stato il primo impianto estero di Toyota ad introdurre un sistema di cogenerazione e di pannelli solari, che consentono di abbattere le sue emissioni di CO2 di 9.000 tonnellate ogni anno. Inoltre, le acque reflue vengono riciclate, mentre nei processi di verniciatura sono usate solo vernici non metalliche a base d'acqua generata nell'impianto.
Attualmente un biotopo creato nell'impianto promuove il riutilizzo di materiali derivanti dalla produzione e dai relativi processi, come l'impiego del legno degli imballaggi per costruire ponti, della plastica di scarto per creare panche e dei blocchi derivati da scarti solidificati per pavimentare marciapiedi.
(repubblica.it)
martedì 5 agosto 2008
giovedì 17 luglio 2008
mercoledì 16 luglio 2008
seierre
La Rilevanza esprime la capacità di dare rilievo alle proprie proposte in termini di “esperienza del cliente”. Le aziende italiane della moda e del design, da Prada ad Artemide, hanno dimostrato la loro rilevanza, lasciando segni che fanno la differenza, e che permettono la distinzione.
La Risonanza misura la capacità di creare interesse condiviso, di avviare quel tam tam personale che, partendo dalla credibilità di un amico e dall’affinità di un pensiero, sempre più torna ad essere il canale di comunicazione più efficace. Nel mercato di oggi bisogna mostrarsi capaci di attivare fenomeni che abbiano una eco, risuonando nella testa e nei cuori dei suoi potenziali interlocutori. Il ruolo dei prodotti e delle aziende si valuterà sulla base della loro voce, e della loro eco. Sulla loro capacità di “risuonare nella testa” dei loro clienti, come hanno dimostrato nel mondo web le realtà “di cui si parla”, da Amazon a E-bay.
Il Rispetto implica un modo nuovo di porsi nei confronti dei consumatori che mostrano di avere una propria autonoma sensibilità, e che vanno quindi raggiunti secondo le nuove regole del Permission Marketing, non invasive nè ripetitive, ma stimolanti e discrete. E qui sono le aziende del Nord, da Volvo (Svezia) a Ikea (ancora Svezia), da Lego (Danimarca) a Nokia (Finlandia), che hanno conquistato una solida leadership.
La Responsabilità coincide con una capacità di proporre - da parte del produttore e del distributore e delle aziende in generale - un punto di vista preciso e alcuni valori portanti da condividere con il cliente. La Visione di chi offre deve cioè dimostrarsi compatibile con l’esigenza di garanzia di chi riceve, presentando, supportando e implementando la propria idea di qualità, che va difesa in ogni sua pur minima espressione.
La Reciprocità costituisce la chiave della relazione autentica con il cliente, poichè permette lo scambio alla pari di opinioni e di esperienze che possono e devono consolidare il confronto aperto con i propri interlocutori. In questo senso non è possibile fidelizzazione senza reciprocità, il che esclude strategie ambigue o impositive.
Il Riconoscimento propone una dimensione di esperienza fruitiva in cui il consumatore considera il prodotto, il servizio o l’Azienda/Insegna stessa come un partner quotidiano che bisogna conoscere e ri-conoscere, in cui riconoscersi, e a cui affidare il compito di integrare e arricchire la propria qualità di vita.
Ognuna di queste nuove chiavi di lettura del mercato, trova nella valorizzazione del Genius Loci e della propria radicalità geografica una occasione decisiva di espressione e una possibilità strategica innovativa ed originale."
(tratto da La strategia del colibrì – Francesco Morace)
sabato 5 luglio 2008
mucko ma sostenibile
Con "falla semplice" del 31 marzo avevo già avuto occasione di ribadire come nell'advertising anche con precise scelte produttive (e non solo creative) si possono inviare messaggi.
Le animazioni in 3D ne sono un esempio, basta un pc, tanta tecnica e tanta creatività... praticamente sono a impatto zero. Ora sembra che anche in Italia qualcuno ci abbia pensato.
L’occasione è rappresentata dal “Safari Tour” di Lorenzo Jovanotti, di cui Landi Renzo è uno degli sponsor, condividendone l’estrema attenzione alle tematiche ambientali: il tour, infatti, è ad emissioni zero, in quanto la produzione di CO2 viene compensata con progetti di riforestazione nelle province che ospitano i concerti.
Costantemente impegnata nella diffusione della cultura della eco-sostenibilità e convinta che i primi protagonisti di un futuro più rispettoso dell’ambiente siano i giovani, Landi Renzo ha commissionato a Mucko uno spot della durata di 30 secondi, che, per tutta la durata del tour, verrà proiettato su maxi-schermo durante l’ora precedente l’ingresso di Lorenzo Jovanotti sul palco.
Perché Mucko? Perché si tratta di una realtà coerente con la vocazione di Landi Renzo alla sostenibilità, intesa, in senso lato, come valore legato all’utilizzo equilibrato delle risorse, siano esse naturali, umane e finanziarie.martedì 1 luglio 2008
socialmediatrends
Universal McCann ha recentemente pubblicato i risultati della terza fase di un approfondito studio sui social media (intervistando oltre 17.000 users in 29 paesi in tre diversi momenti: settembre '06, giugno '07 e marzo '08).
In sintesi la ricerca ci dice che:
- i social media sono a tutti gli effetti un fenomeno globale e trasversale a tutti i mercati.
- sono i mercati asiatici che hanno i più alti valori di partecipazione, creando più contenuti di ogni altra area del pianeta.
- tutte le varie piattaforme hanno registrato, nell'arco delle tre rilevazioni, una più che significativa crescita nella prenetrazione, in particolare le piattaforme basate sui contenuti video, passati dal 31% all'83%.
- il 57% del campione ha caricato foto, il 22% video.
- il 23% degli user installa applicazioni specifiche (18% dei blogger) avendo di fatto sancito la nascita di una sorta di widget economy.
- i blog rappresentano il media più utilizzato (184 mio nel mondo). Il 73% degli user legge regolarmente blogs, il 45% ne ha creato uno proprio.
- il 34% degli user scrive post parlando di aziende, brand e prodotti, con un evidente impatto sulla corporate reputation.
lunedì 30 giugno 2008
giovedì 19 giugno 2008
eco-iconico
Il report di maggio/giugno 08 di trendwatching.com è dedicato alle icone dell’eco-consumo. Dopo i brand/prodotti Eco-Ugly (costosi, poco performanti, privi di sapore, semplicemente eco-friendly versioni di quelli “veri”) si sono visti i brand/prodotti Eco-Chic (nice e cool come i meno sostenibili originali).
Cosa offrono in più? Oltre ad essere eco-friendly permettono di mostrare e impressionare gli altri, rendendo riconoscibilissimo il proprio “green lifestyle”.
Per creare brand Eco-Iconic non basta creare una versione eco-friendly di un prodotto esistente, appiccicando una etichetta verde, occorre creare prodotti nuovi, con un proprio specifico design, completamente diverso ed originale, capace di offrire, a chi lo compra e lo usa, una specifica identità e soprattutto una facilissima identificazione.
Qui potete trovare il report completo
domenica 15 giugno 2008
wind day
L'eolico avanza. Nel mondo, in Europa e in Italia aumenta l'energia pulita prodotta con la forza del vento e, parallelamente, le bollette si fanno un po' più leggere e si intacca meno il "serbatoio" del petrolio: nel 2007 un risparmio di 17 milioni di barili solo nel nostro Paese, secondo i dati dell'Anev, l'Associazione nazionale energia del vento che raggruppa i produttori e gli operatori dell'eolico.Ma non basta, il settore potrebbe dare di più. E' per questo che è stato istituito il "Wind Day", la Giornata europea del vento, che si celebra oggi, 15 giugno, in oltre venti Stati europei, tra cui il nostro.
L'energia eolica è la fonte rinnovabile che cresce più rapidamente in termini di capacità installata. L'anno scorso è aumentata del 18% in Europa, del 28% in Italia e, a livello globale, il 2007 ha segnato uno storico sorpasso: dal punto di vista dei nuovi impianti l'eolico ha battuto il nucleare. "Sfruttare l'energia eolica significa aiutare l'ambiente, ma anche aumentare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dall'estero e la fluttuazione dei prezzi dell'energia", spiega il segretario generale di Anev, Simone Togni.
Senza contare le ricadute positive sull'occupazione: secondo uno studio dell'associazione, entro il 2020 l'eolico porterà a oltre 50 mila nuovi posti di lavoro. "Non si tratta di fantascienza - dice Togni - visto che in Germania, il paese primo nel mondo per l'energia del vento, in 8 anni gli addetti al settore sono cresciuti di 380 mila unità".
E' ancora lontana dalla Germania, ma anche l'Italia negli ultimi anni ha fatto passi avanti nel campo dell'energia prodotta dal vento, con 2.943 impianti eolici distribuiti soprattutto nel Centro-Sud, che garantiscono oltre 2.700 megawatt di potenza. Il che copre circa l'1,1% del consumo interno lordo di energia elettrica. Un miglioramento rispetto al passato, ma ancora poco in confronto alla "ventosissima" Danimarca.
Infatti, se l'Italia nel 2007 ha prodotto 4,36 terawattora da fonte eolica, pari al consumo di 5 milioni di abitanti lo stato nordico ne ha prodotti 6,6 ma destinati a una popolazione di appena cinque milioni e mezzo di persone. E in questo modo la potenza eolica di Copenhagen è riuscita a garantire il 20% del fabbisogno pubblico. "L'Italia è molto in ritardo rispetto agli altri paesi europei - continua Togni - basta guardare alla Germania che, prima in Europa con oltre 22 mila impianti, ogni anno installa più pale di quante non ne siano state installate da noi in 15 anni". Altro esempio virtuoso che il Belpaese potrebbe seguire è quello dei "cugini" spagnoli. La Spagna nel marzo scorso ha stabilito un record energetico: con l'eolico ha coperto quasi la metà della domanda nazionale di elettricità, il 40,8%.
Ma che cosa rallenta lo sviluppo del settore in Italia? Secondo il segretario di Anev, le colpe sono da ricercare nei troppi interessi politici ed economici, ma anche nell'eccesso di ostacoli burocratici. "La Conferenza dei Servizi, che dovrebbe dare un parere sulla possibilità di realizzare un nuovo impianto entro 180 giorni, ci impiega da tre a cinque anni", precisa Togni.
La pensa diversamente Carlo Ripa di Meana, presidente della sezione romana di Italia Nostra, che definisce l'eolico in Italia un "enorme raggiro" e sostiene che "dopo dieci anni di investimenti colossali e distruzione paesaggistica abbiamo ottenuto benefici energetici risibili".
Il "Wind Day" nasce per dissipare dubbi e polemiche, oltre che per sensibilizzare politici, imprenditori e opinione pubblica. L'Anev ha organizzato un weekend all'insegna di attività didattiche e ludiche in diverse regioni italiane: tra le varie iniziative figurano le regate a Ostia e sul lago di Garda, ma anche l'"Open Day" negli impianti eolici a nord di Cagliari. Sempre in Sardegna, si corre la Maratona eolica, una corsa che da Ulassai attraversa i "parchi del vento" fino a Nurri.
Per ricordare che la Sardegna ha tutte le potenzialità per incrementare l'eolico. Attualmente produce 367 megawatt di potenza in 370 impianti, ma è meno di quello che riesce a incamerare la capofila delle Regioni italiane, la Puglia (658 impianti per 685 megawatt), o la Sicilia (631 "girandole a vento" e 583 megawatt) e la Campania (606 impianti, 519megawatt).
(tratto da www.repubblica.it)

