giovedì 17 gennaio 2008

think different (green)

Ieri è stato presentato il nuovo MacBook Air, un oggetto bellissimo con una qualità in più: MacBook Air è frutto dei progressi compiuti in campo ambientale. Consuma meno di qualsiasi altro Mac ed è stato progettato con le seguenti caratteristiche per ridurre l’impatto sull’ambiente: chassis in alluminio altamente riciclabile, schermo LCD privo di mercurio, con vetro privo di arsenico, cavi interni privi di PVC, imballaggio ridotto altamente riciclabile. Conforme a ENERGY STAR , ha ottenuto la classificazione Silver da EPEAT.
Tutto ciò è frutto anche di quanto successo nel 2007.

Probabilmente è stato uno dei casi più clamorosi degli ultimi anni. Nel 2007, per oltre 9 mesi, Apple è stata sottoposta ad una incredibile pressione da parte di Greenpeace affinche desse inizio ad un programma di sostenibilità ambientale, ad iniziare dalla progressiva e totale eliminazione degli agenti chimici pericolosi (come ad esempio additivi ignifughi tossici, e PVC).

Quando vengono dismessi, normalmente finiscono nelle mani di bambini in Cina, India e altri paesi in via di sviluppo. Loro li smontano per recuperarne i pezzi, e sono di conseguenza esposti a un cocktail pericoloso e tossico che mette in serio pericolo la loro salute e l'ambiente.

L'approccio è stato particolarmente efficace perchè non si è trattato di danneggiare l’immagine di Apple, ma di far diventare Apple un leader attento all’ambiente.

Coinvolgendo migliaia di fan del brand è stato chiesto (ed ottenuto) che Apple fosse in prima linea nello sviluppo di tecnologie “green” e che mostrasse chiaramente alle altre aziende come farlo nel modo giusto. Stavolta niente azioni spettacolari, dice Greenpeace, perché Jobs ascolta il cliente, ed è il motivo per cui si amano i suoi prodotti. Il valore aggiunto della campagna consiste nel farsi da parte dell’organizzazione ambientalista, lasciando che siano i singoli ad agire in prima persona, attraverso le possibilità offerte dalla Rete.

Si cala nel mondo di Mac accanto ai fan, non protestando ma esortando l’impresa al miglioramento. L’approccio si fonda sulla condivisione e la conversazione.

Attraverso il sito appositamente creato e chiaramente ispirato al sito ufficiale Apple, si rendono possibili molteplici azioni che richiediedono un grado di impegno differente, ognuna è alla portata di chiunque, ed è uno splendido esempio di esercizio del personale potere di incidere oggettivamente, in quanto parti interessate, sulla responsabilità dell’impresa.

La Corporate Shared Responsibility intesa quale fluida realtà che contagia la tradizione della Corporate Social Responsibility.

Green my Apple si è rivolta alle parti interessate di Apple, i Mac user, adattandosi e unendosi ad essi, parlando e condividendone le passioni, facilitando l’emergere di una sensibilità green che l’azienda destinataria non ha potuto ignorare.

Ha trovato una via alternativa vincente per gestire, insieme alle persone, il controllo del brand, decidendone un parte importante dell'identità.

Nessun commento: